Due chiacchere con Giulio Ornati

Due chiacchere con Giulio Ornati

Giulio, nel 2012 hai vinto il trail del golfo dei poeti, io sono arrivato 4 ore e 7 minuti dopo, cos’hai fatto durante tutto quel tempo?
Ah, un sacco di cose, massaggi, chiacchiere, pranzato e preso tanto sole. E incitato amici all’arrivo, chissà di non aver applaudito anche a te.

 

Da quell’anno e’ stata una escalation di successi, per citarne alcuni: 1° Trail Ronda Ghibellina, 1° Maremontana 60 km, 1° Tuscany Crossing 103 km. Non mi capacito pero’ del 22° Red Bull K3. Troppa salita?

Ma no, direi che ci sta. Ero in preparazione dell’UTMB e quindi il mio allenamento era finalizzato ad una gara molto lunga, e poi il livello degli atleti partenti è sempre di prim’ordine al K3. Poi ci si stufa di vincere dopo un po…scherzo chiaramente. 🙂

 

Quando e’ iniziata la collaborazione in Salomon? Che scarpe usi?

Circa 3 anni fa. Devo molto a Salomon perchè in un modo o nell’altro riesce a supportarmi nella mia passione. Le mie scarpe preferite sono le Sense per gare molto corte e le Sense Ultra per le ultra.

 

Andrea (Callera) ti porta la colazione a letto pre-gara?

Con Andrea abbiamo ormai un rapporto che va oltre l’assistenza in gara o il fare da referente per noi atleti Salomon. Ormai è un amico. Tu scherzi ma ci manca davvero solo la colazione a letto, perchè per tutto il resto si fa in quattro per i “suoi” atleti. In un aggettivo: UNICO.
Quanto tempo dedichi allo sci alpinismo?

Negli anni precedenti, moltissime ore nei mesi invernali, ora di meno. Mi sono concentrato di più sulla corsa e quindi solo una volta a settimana da dicembre a marzo. Lo uso come giro lungo non tirato.

 

Scialpinismo propedeutico al trail o e’ solo un modo per occupare le domeniche senza dover oziare sul divano?

Sci alpinismo propedeutico al trail, anche se in realtà è perchè cosi poi torno a casa bello stanco e posso rilassarmi guardando in tv biathlon o altri sport invernali di cui sono appassionato.

 

UTWT, Ultra Trail World Tour. Mi fa paura solo l’acronimo: sei l’unico italiano. Emozionante vero?

Si, acronimo impronunciabile! Spero di esser ancora per molte gare un’italiano emozionante. Ma nel frattempo c’è anche Daniel Jung, atleta molto forte che potrà farci emozionare, e speriamo qualcuno di nuovo! Sarebbe bello iniziare a dare filo da torcere a francesi e spagnoli che per ora dominano le scene a livello mondiale.

 

Cosa ti aspetti per questo lungo viaggio?

Mi aspetto di conoscere luoghi sconosciuti e stupendi, persone nuove, provare emozioni vere e perchè no, qualche podio qua e la… in fin dei conti sono pur sempre un competitivo 😉

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